La Forza Guardiana non è un’illusione e può agire efficacemente anche come strumento di riduzione della spesa pubblica.

A tal fine si propone l’analisi di tre scenari costruiti a partire dalla seguente situazione reale, una proiezione di voto ad oggi.

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L’analisi considera le seguenti ipotesi:

  • che sia in vigore una legge elettorale proporzionale senza sbarramento (ma il ragionamento rimane valido anche senza questa semplificazione);
  • che si formino due coalizioni sulla base delle alleanze attuali: una coalizione di centro destra con Lega, FdI, Forza Italia e Cambiamo!, e una coalizione di centro sinistra con PD, 5 Stelle, Sinistra/MdP, Italia Viva, Azione, Verdi, +Europa;
  • “Altro partito” non è stato assegnato a priori a nessuna delle due coalizioni;
  • ci sia un numero di astenuti intorno al 20% (stima al ribasso rispetto ai valori probabili).

Scenario 1

Il primo scenario prende per buone le stime delle proiezioni. Il risultato è una vittoria di misura del Centro destra.

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Il piccolo margine di scarto, l’incertezza di “Altro” (che potrebbe andare a vantaggio dell’una o dell’altra coalizione) e l’elevata astensione, rende tuttavia incerto l’esito del voto su chi sarà la coalizione di governo.

Tuttavia, pur nelle differenze, le due coalizioni avrebbero entrambe un’impronta fortemente statalista e dirigista, tale da non rendere probabile una inversione del trend di crescita della Spesa Pubblica.

In questo scenario gli insoddisfatti non avrebbero alcun incentivo a votare in quanto il loro voto non peserebbe. ci sarebbe pertanto un alto livello di astensionismo. Allo stesso modo, anche i liberali e i libertari dovrebbero astenersi dal voto, visto che questo oltre a essere ininfluente agevolerebbe politiche contrarie ai propri principi. Le conseguenze negative dovute alla crescita della spesa e alle politiche collettiviste ricadrebbero su tutti, anche su chi cerca una soluzione individuale.

Scenario 2

Il secondo scenario immagina un nuovo player, un neo partito liberale che adotta una strategia fusionista, ovvero di alleanza con la coalizione più affine, che si ipotizza essere quella di Centro destra. Un tale neo partito, tuttavia, non sarebbe in grado di attrarre in modo significativo gli elettori insoddisfatti che attualmente si astengono e che si immaginano trasversali rispetto alle ideologie di destra e di sinistra. Certamente non sarebbe mai in grado di attrarre elettori progressisti. Diciamo, a voler essere generosi, che il potenziale di un tale neo partito sia intorno al 2,5% (con elettori provenienti al 30% da “Altri” e al 70% dagli astenuti).

Il risultato potrebbe aumentare di poco le probabilità di successo della coalizione di Centro destra.

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Va detto tuttavia che il peso del partito neo liberale all’interno della coalizione sarebbe inferiore al 5%. Con conseguente impossibilità concreta di influenzare la politica della coalizione di centrodestra, su cui dovrebbe pertanto appiattirsi. L’unico risultato certo sarebbe quello di deludere i suoi elettori.

Anche in questo caso le politiche sarebbero fortemente stataliste, dirigiste e pro Spesa.

Anche in questo scenario gli insoddisfatti tenderebbero ad astenersi. In particolare i liberali e i libertari avrebbero forti remore al voto, in quanto questo si configurerebbe più come minor danno (di cui sarebbero corresponsabili) che come massimo bene possibile.

Scenario 3

Il terzo scenario vede entrare in campo la Forza Guardiana. Tale Forza avrebbe le seguenti caratteristiche:

  • sarebbe una forza di opposizione, non ideologica e pertanto in grado di attrarre trasversalmente gli insoddisfatti,
  • sarebbe una forza neutra ai fini della formazione di una maggioranza,
  • non esprimerebbe alcuna valutazione circa le modalità di gestione delle risorse e le modalità di prelievo, lasciando tali valutazioni ai partiti politici tradizionali. La Forza Guardiana voterebbe infatti esclusivamente in base ad un unico criterio, la riduzione della Spesa Pubblica.

Si ipotizza che tale forza, proprio in virtù delle sue caratteristiche non ideologiche, possa esercitare sugli insoddisfatti una attrattività maggiore rispetto a qualunque neo partito; l’ipotesi è che possa raggiungere un 10% di consensi.

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In questo scenario le cose cambierebbero significativamente, perché sia in caso di governo di Centro destra che di Centro sinistra, la Forza Guardiana diventerebbe determinante in parlamento e sarebbe in grado, votando insieme alla minoranza, di bloccare qualunque provvedimento o legge della maggioranza di governo, a meno che questa non preveda una riduzione della Spesa. In altri termini la Forza Guardiana puntellerebbe qualunque maggioranza, di destra o di sinistra, all’unica condizione che essa riduca la spesa.

In questo scenario i liberali e i libertari si troverebbero in condizione di fare il massimo bene possibile (non il minor danno) e potrebbero tranquillamente appoggiare la Forza Guardiana che, spingendo sempre nella direzione di una minore spesa, sarebbe coerente con i valori libertari. Ma anche gli altri insoddisfatti potrebbero appoggiare la Forza Guardiana perché, come abbiamo visto, essa è neutrale rispetto a valori di destra o di sinistra e appoggerebbe entrambi i governi qualora si impegnassero a ridurre la spesa.

Un’ultima considerazione.

E’ irrilevante se la Forza Guardiana possa da subito avere il consenso necessario a ridurre effettivamente la spesa. Si potrebbero infatti determinare scenari in cui essa non è determinante. Tuttavia sarebbe un passo nella direzione giusta e, informando i cittadini su tutti i provvedimenti pro spesa e le loro nefaste conseguenze, sarebbe di supporto ad una effettiva rivoluzione culturale in senso liberale assolutamente indispensabile per cambiare le cose.

La Forza Guardiana è uno strumento della democrazia e ogni democrazia dovrebbe avere una Forza Guardiana che si opponga alla sua strutturale degenerazione.

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